Overview: In questo approfondimento, la dott.ssa Lida Tombesi, direttore sanitario dello Studio Dentistico Tombesi a Cutrofiano, specialista in ortodonzia e con un master di II livello in Ansiolisi e Sedazione, spiega cos’è il bruxismo, da dove deriva il termine, perché è frequente nei bambini durante il sonno e perché può persistere o comparire anche in adolescenza e in età adulta. L’articolo chiarisce i fattori che possono favorirlo, il legame con l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), i segnali da riconoscere e le principali opzioni di gestione e trattamento. 

Cos’è il bruxismo?

Il bruxismo è un’attività involontaria dei muscoli masticatori che porta a serrare o digrignare i denti. Può manifestarsi durante il sonno oppure durante la veglia. In odontoiatria si parla infatti di bruxismo del sonno e bruxismo da svegli, due fenomeni correlati ma non identici.

Il termine deriva dal greco βρύχω (brycho), “digrignare i denti”. È una condizione conosciuta da molto tempo, ma oggi sappiamo che non dipende solo dallo stress e che le sue cause sono spesso multifattoriali.

Il bruxismo nei bambini: quando è un problema?

Nei bambini il bruxismo notturno è abbastanza frequente. Molti genitori lo scoprono sentendo rumori durante il sonno oppure notando una lieve usura dei denti da latte.

In età pediatrica, il bruxismo può essere transitorio e non necessariamente patologico. Durante la crescita il sistema neuromuscolare, la dentizione e l’occlusione sono in continua evoluzione e una certa attività parafunzionale può comparire senza conseguenze importanti.

Tuttavia, è opportuno far visitare il bambino da uno specialista quando accusa difficoltà respiratorie nel sonno, russamento abituale o sonno molto disturbato.

Un punto importante

Il bruxismo nei bambini non va automaticamente “curato”, ma valutato nel contesto clinico generale: crescita, respirazione, occlusione, sintomi e qualità del sonno contano più del rumore in sé.

Bruxismo negli adolescenti e negli adulti

Con l’adolescenza e l’età adulta aumenta la componente legata a stress, serramento diurno, abitudini lavorative e disturbi del sonno. Molti pazienti non si accorgono di serrare i denti: il problema viene scoperto durante una visita o perché chi ci è accanto durante la notte sente dei rumori.

Come capire se si tratta davvero di bruxismo?

Per rispondere è necessario prima capire se si è realmente in presenza di questa condizione. Non esiste infatti un singolo sintomo che permetta di diagnosticarlo con certezza: la valutazione si basa sull’insieme della storia clinica del paziente, dei sintomi riferiti e dei segni osservati durante la visita.

Tra i campanelli d’allarme più comuni troviamo il digrignamento notturno segnalato da partner o familiari, l’usura dei denti, la comparsa di scheggiature o fratture dentali, il dolore ai muscoli masticatori al risveglio, il mal di testa localizzato alle tempie e la sensazione di avere la mandibola affaticata o rigida al mattino.

Molti pazienti, tuttavia, non digrignano i denti durante il sonno ma tendono a serrarli inconsapevolmente durante il giorno. Questo comportamento può verificarsi mentre si lavora al computer, si guida, si studia o si affrontano situazioni particolarmente stressanti. Il serramento prolungato può esercitare un sovraccarico costante su denti, muscoli e articolazioni, contribuendo alla comparsa dei sintomi tipici del bruxismo.

Proprio per questo, quando ci si chiede a cosa è dovuto il bruxismo, è importante considerare non solo ciò che accade durante la notte, ma anche le abitudini quotidiane, il livello di stress, la qualità del sonno e l’eventuale presenza di disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, la presenza di alcune malattie neurologiche che provocano dei movimenti involontari. Una diagnosi accurata permette di individuare i fattori coinvolti e di impostare il trattamento più adatto per proteggere il sorriso e il benessere dell’intero apparato masticatorio.

Bruxismo e ATM: che rapporto c’è?

L’ATM (articolazione temporo-mandibolare) collega mandibola e cranio. Bruxismo e disturbi dell’ATM spesso coesistono, ma non sono la stessa cosa.

Il serramento può contribuire a:

  • dolore ai muscoli masticatori;
  • sovraccarico articolare;
  • clic o scrosci articolari;
  • limitazione dell’apertura orale nei periodi di infiammazione o contrattura.

D’altra parte, molte persone con rumori articolari non bruxano, e molti bruxisti non sviluppano disturbi dell’ATM significativi. È importante non confondere i due quadri.

Come si interviene?

La terapia dipende dalla causa predominante, dai sintomi e dai danni presenti. Non esiste una soluzione universale.

Le strategie più utilizzate

InterventoQuando è utile
Bite (placca occlusale) Protegge denti e restauri, distribuisce i carichi e può ridurre i sintomi muscolari in molti pazienti.
Correzione dei fattori esterniRiduzione di caffeina serale, alcol, nicotina; gestione dello stress; miglioramento del sonno.
Fisioterapia ATM e terapia miofunzionaleQuando sono presenti dolore muscolare, limitazioni di movimento o squilibri funzionali.
Valutazione dei disturbi del sonnoIn presenza di russamento importante, sonnolenza diurna o sospetta apnea ostruttiva del sonno.
Terapie mediche complementariIn casi selezionati e dopo valutazione clinica. La tossina botulinica, ad esempio, può essere considerata in alcuni pazienti con iperattività masseterina/bruxismo refrattario, ma non è la soluzione standard per tutti.

Cosa NON fa il bite

Il bite non “cura” la causa del bruxismo. Serve soprattutto a proteggere i denti e gestire i sintomi, mentre i fattori sottostanti vanno identificati e affrontati quando possibile.

Quando il bruxismo richiede una visita?

È consigliabile una valutazione odontoiatrica se:

  • qualcuno sente digrignare i denti regolarmente;
  • al risveglio si accusa dolore mandibolare, cefalea o rigidità muscolare;
  • quando si nota usura, scheggiature o fratture dei denti;
  • si sentono clic, blocchi o dolore dell’ATM;
  • quando il bambino presenta bruxismo intenso associato a usura, dolore, russamento importante o respirazione orale persistente.

Il nostro approccio allo Studio Tombesi a Cutrofiano

Presso lo Studio Tombesi, le dottoresse specialiste in ortognatodonzia, non sottovalutano il bruxismo, ma lo considerano come un fenomeno che può coinvolgere muscoli, articolazioni, abitudini, sonno e funzione respiratoria. Durante la prima visita, la valutazione clinica comprende la misurazione di diversi fattori, tra cui:

  1. raccolta accurata dei sintomi e delle abitudini (anche diurne);
  2. esame di denti, restauri, usura e segni di serramento;
  3. valutazione dei muscoli masticatori e dell’ATM;
  4. analisi dell’occlusione e, quando indicato, della crescita e della funzione respiratoria nei pazienti in età evolutiva;
  5. piano di protezione, controllo dei fattori esterni e follow-up nel tempo. Infatti, dopo l’eventuale prescrizione di un bite o dopo aver fornito il rimedio necessario, lo Studio Tombesi effettuerà regolari visite di controllo per verificare il corretto funzionamento delle metodologie applicate.

Quando prenotare un controllo
Se ti riconosci in questi segnali — serramento, digrignamento, usura dei denti, mal di testa al risveglio o fastidi dell’ATM — una valutazione può chiarire la situazione prima che compaiano danni più importanti. Presso lo Studio Tombesi il percorso parte da una diagnosi completa e da un piano su misura basato sui sintomi, sulle abitudini e sulla funzione dell’apparato masticatorio.

Domande frequenti

Come faccio a capire se soffro di bruxismo?

I segnali più comuni sono denti consumati, mal di testa al risveglio, dolore alla mandibola, tensione dei muscoli del viso, sensibilità dentale e rumori di digrignamento riferiti da chi dorme accanto a te.

Il bruxismo nei bambini è normale?

Sì, il bruxismo è piuttosto frequente durante l’infanzia e spesso tende a ridursi spontaneamente con la crescita. È comunque consigliabile una valutazione odontoiatrica se il fenomeno è molto frequente, provoca usura dentale o si associa a problemi respiratori durante il sonno.

Il bruxismo può causare dolore alla mandibola?

Sì. Il continuo serramento o digrignamento dei denti può sovraccaricare i muscoli masticatori e l’articolazione temporo-mandibolare, provocando dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti mandibolari.

Il bite elimina il bruxismo?

Il bite non elimina necessariamente il bruxismo, ma protegge i denti dall’usura e aiuta a ridurre il sovraccarico su muscoli e articolazioni. La sua indicazione deve essere valutata dal dentista in base al caso clinico.

Quando è opportuno rivolgersi al dentista?

È consigliabile prenotare una visita se noti usura dei denti, dolore mandibolare, cefalee frequenti al risveglio, rumori articolari o se qualcuno ti segnala che digrigni i denti durante il sonno.

Articolo a cura della dott.ssa Lida Tombesi, direttore sanitario dello Studio Tombesi e specialista in ortodonzia, con master di II livello in ansiolisi e sedazione cosciente. Il contenuto ha finalità informative e non sostituisce una visita clinica individuale.

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