Articolo a cura della dottoressa Lida Tombesi, direttore sanitario presso lo Studio Tombesi, specialista in Ortognatodonzia e con un Master di II livello in Sedazione ed Ansiolisi conseguito presso l’Università degli Studi di Bari.

I traumi dentali nei bambini sono eventi piuttosto frequenti e possono verificarsi durante il gioco, l’attività sportiva o semplicemente nelle normali fasi di crescita. La prevenzione è fondamentale, soprattutto in due momenti particolarmente delicati: la prima infanzia (fino ai 6 anni), quando il bambino presenta principalmente denti da latte, e il periodo successivo ai 6 anni, quando inizia la permuta dentale e compaiono gli incisivi permanenti superiori, i denti maggiormente esposti ai traumi.

Una frattura di un incisivo permanente, o ancora peggio la sua perdita, può rappresentare un problema importante per il bambino e richiedere diversi trattamenti nel corso degli anni, in base alla gravità del danno e alla fase di crescita.

Per questo motivo è importante conoscere quali bambini sono maggiormente a rischio e adottare strategie preventive.

Quali bambini sono più esposti ai traumi dentali?

Alcune caratteristiche anatomiche o comportamentali possono aumentare il rischio di subire un trauma ai denti.

Bambini con denti anteriori sporgenti

I bambini con gli incisivi superiori molto in avanti, spesso associati a una malocclusione di II classe, presentano una maggiore probabilità di fratturare questi elementi in caso di caduta o urto.

In questi casi è importante una valutazione precoce dal dentista pediatrico e dall’ortodontista: un eventuale trattamento intercettivo può aiutare a correggere la posizione degli incisivi e ridurre il rischio di trauma.

Bambini con labbro superiore corto

Il labbro superiore svolge una naturale funzione protettiva nei confronti degli incisivi. Quando il labbro non riesce a coprire completamente i denti anteriori, questi risultano più esposti e meno protetti in caso di impatto.

Bambini che praticano sport o con difficoltà di coordinazione motoria

I bambini che praticano sport di contatto, come calcio, basket, arti marziali o attività con maggiore rischio di caduta, possono essere più soggetti a traumi dentali, soprattutto se non utilizzano adeguate protezioni come il paradenti sportivo.

Anche una ridotta coordinazione motoria può aumentare la possibilità di cadute accidentali e urti.

Cosa fare in caso di trauma dentale nei bambini?

In caso di incidente è importante mantenere la calma e agire rapidamente. Alcuni semplici accorgimenti possono fare la differenza:

  • Applicare del ghiaccio esternamente sulla zona interessata per ridurre gonfiore e dolore.
  • In caso di sanguinamento, comprimere delicatamente la zona con una garza pulita.
  • Se un dente si rompe, conservare il frammento recuperato: potrebbe essere utile per la ricostruzione.
  • Se un dente permanente fuoriesce completamente, conservarlo in un bicchiere con soluzione fisiologica o latte (senza pulirlo o strofinarlo) e recarsi il prima possibile dal dentista.

Il tempo è un fattore importante: una valutazione tempestiva permette di aumentare le possibilità di recuperare il dente e impostare il trattamento più adatto.

Prevenire i traumi dentali: il ruolo del dentista pediatrico

La prevenzione dei traumi dentali passa attraverso controlli regolari, valutazioni precoci dello sviluppo delle arcate dentarie e un’attenzione particolare ai bambini con fattori di rischio.

Presso lo Studio Tombesi a Cutrofiano, il nostro team segue la crescita del sorriso dei più piccoli con un approccio dedicato, individuando eventuali problemi ortodontici o condizioni che possono aumentare il rischio di trauma.

Non aspettare!

Quali bambini sono più a rischio di traumi dentali?

I bambini più esposti ai traumi dentali sono quelli con incisivi superiori sporgenti, spesso associati a una malocclusione di II classe, perché i denti anteriori risultano più esposti in caso di caduta o urto.
Anche i bambini con labbro superiore corto, che non riesce a proteggere completamente gli incisivi, e quelli che praticano sport di contatto senza protezioni adeguate possono avere un rischio maggiore di trauma dentale.
Presso lo Studio Tombesi a Cutrofiano, una valutazione precoce permette di individuare eventuali fattori di rischio e impostare percorsi di prevenzione personalizzati.

Cosa fare se un bambino rompe un dente?

In caso di frattura di un dente è importante mantenere la calma e contattare il prima possibile un dentista pediatrico.
Se viene recuperato il frammento del dente rotto, è consigliabile conservarlo in un contenitore pulito con soluzione fisiologica o latte e portarlo con il bambino alla visita odontoiatrica: in alcuni casi può essere utilizzato per la ricostruzione.
È importante anche applicare del ghiaccio esternamente sulla zona interessata per ridurre gonfiore e fastidio.

Cosa fare se un bambino perde un dente dopo un trauma?

Se un bambino perde completamente un dente a causa di un trauma, è fondamentale distinguere tra dente da latte e dente permanente.
In caso di perdita di un dente permanente, il dente deve essere recuperato tenendolo dalla parte della corona (mai dalla radice), senza pulirlo o strofinarlo, e conservato in latte o soluzione fisiologica fino alla visita dal dentista.
È importante recarsi rapidamente presso uno studio odontoiatrico: la tempestività può influenzare le possibilità di recupero del dente.

Come si possono prevenire i traumi dentali nei bambini?

La prevenzione dei traumi dentali nei bambini passa attraverso controlli odontoiatrici regolari, una corretta valutazione dello sviluppo dentale e l’utilizzo delle protezioni adeguate durante lo sport.
Un controllo precoce può individuare condizioni come denti anteriori sporgenti o problemi di malocclusione che aumentano il rischio di fratture.
Lo Studio Tombesi di Cutrofiano accompagna bambini e famiglie nella prevenzione, monitorando la crescita del sorriso e consigliando le soluzioni più adatte a ogni situazione.

Quando portare un bambino dal dentista dopo un trauma dentale?

Dopo un trauma dentale è consigliabile far visitare il bambino il prima possibile, anche se il dente sembra integro e non provoca dolore.
Alcuni danni, infatti, possono non essere visibili immediatamente ma coinvolgere la radice del dente, i tessuti circostanti o lo sviluppo dei denti permanenti.
Presso lo Studio Tombesi a Cutrofiano (LE) è possibile effettuare una valutazione dedicata ai traumi dentali pediatrici per individuare eventuali conseguenze e definire il percorso di cura più indicato.

Comunicazione sanitaria informativa ai sensi della legge 145/2018 (comma 525)

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Tutte le immagini presentate in questo articolo appartengono a casi clinici risolti presso lo Studio Dentistico Tombesi. 

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