Articolo a cura della dottoressa Lida Tombesi, direttore sanitario presso lo Studio Tombesi, specialista in Ortognatodonzia e con un Master di II livello in Sedazione ed Ansiolisi conseguito presso l’Università degli Studi di Bari. 

Quando si parla di ortodonzia, spesso si pensa all’apparecchio per raddrizzare i denti. Nei bambini, però, l’ortodonzia può avere un obiettivo ancora più importante: intercettare precocemente alcune alterazioni della crescita e intervenire nel momento più favorevole dello sviluppo.

L’ortodonzia intercettiva nasce proprio con questo scopo. Non significa mettere necessariamente un apparecchio a ogni bambino, ma valutare la crescita del viso, delle ossa mascellari e delle arcate dentarie per capire se esistono condizioni che potrebbero diventare più complesse con il passare degli anni.

Presso lo Studio Dentistico Tombesi di Cutrofiano, in provincia di Lecce, la valutazione ortodontica del bambino viene inserita all’interno di un percorso di prevenzione e monitoraggio della crescita, con un approccio attento alle esigenze di ogni piccolo paziente, proprio come fa il pediatra con le ossa del corpo, il dentista controlla la crescita dei denti e del cavo orale.

Che cos’è l’ortodonzia intercettiva?

L’ortodonzia intercettiva è quella branca dell’ortodonzia che interviene durante la fase di crescita del bambino, quando denti, mascelle e strutture del viso sono ancora in fase di sviluppo.

L’obiettivo non è soltanto quello di ottenere denti più dritti, ma soprattutto intercettare alcune problematiche prima che possano consolidarsi.

In alcuni casi, infatti, aspettare che siano comparsi tutti i denti permanenti può rendere il trattamento più complesso.

Una valutazione ortodontica precoce permette invece all’ortodontista di osservare:

  • come stanno crescendo le ossa mascellari;
  • come stanno erompendo i denti permanenti;
  • se esiste spazio sufficiente per i denti;
  • come combaciano l’arcata superiore e quella inferiore;
  • la presenza di eventuali asimmetrie;
  • alcune abitudini che possono influenzare lo sviluppo della bocca.

Intercettare non significa necessariamente curare subito. In alcuni bambini la scelta migliore può essere semplicemente monitorare la crescita nel tempo.

Quando è consigliata una prima visita ortodontica?

Non esiste un’unica età valida per tutti i bambini, presso lo Studio Tombesi consigliamo di effettuare la prima visita intorno ai 5 anni ma la necessità di una valutazione dipende dalla crescita, dalla dentizione e dalla presenza di eventuali segnali che meritano attenzione.

In generale, una prima valutazione ortodontica durante l’infanzia consente di controllare che lo sviluppo delle arcate e dei denti stia procedendo correttamente e, quando necessario, programmare il momento più opportuno per intervenire.

È particolarmente importante non aspettare che il bambino abbia tutti i denti permanenti se sono già presenti alcuni segnali.

Quali segnali?

Per esempio:

  • denti molto affollati o sovrapposti;
  • morso incrociato;
  • morso aperto;
  • morso profondo;
  • mandibola o mascella che sembrano non svilupparsi in modo armonico;
  • difficoltà nella chiusura della bocca;
  • perdita precoce dei denti da latte;
  • denti permanenti che faticano a trovare spazio;
  • respirazione prevalentemente orale;
  • alcune abitudini prolungate, come il succhiamento del dito o del ciuccio.

Questi segnali non significano automaticamente che il bambino abbia bisogno di un apparecchio. È la valutazione dell’ortodontista a stabilire se esista effettivamente una necessità terapeutica.

Perché intervenire durante la crescita può essere importante?

La crescita rappresenta una fase particolarmente favorevole per alcune terapie ortodontiche.

Quando il bambino è ancora in sviluppo, l’ortodontista può, in determinati casi, guidare la crescita delle arcate e creare condizioni più favorevoli per l’eruzione e l’allineamento dei denti.

Questo può essere particolarmente importante nelle alterazioni delle dimensioni trasversali delle arcate, nei problemi di spazio e in alcune malocclusioni.

L’obiettivo non è semplicemente ottenere un sorriso esteticamente più bello, ma contribuire a una migliore funzione dell’apparato stomatognatico, favorendo un rapporto più equilibrato tra denti, mascelle e strutture del viso.

Ortodonzia intercettiva e denti da latte: perché sono importanti?

Un errore piuttosto comune è pensare:

“Sono denti da latte, tanto cadranno.”

In realtà, i denti decidui svolgono funzioni importanti.

Aiutano il bambino a:

  • masticare correttamente;
  • parlare e sviluppare la fonazione;
  • mantenere lo spazio necessario per i denti permanenti;
  • accompagnare lo sviluppo delle arcate.

La perdita precoce di un dente da latte, per esempio a causa di una carie molto estesa, può modificare lo spazio disponibile per il dente permanente che dovrà erompere.

Per questo la prevenzione odontoiatrica e ortodontica devono procedere insieme.

Curare i denti da latte e controllare lo sviluppo della bocca significa anche creare condizioni migliori per la dentizione permanente.

L’espansione del palato nell’ortodonzia intercettiva

Uno degli interventi che può essere preso in considerazione durante la crescita è l’espansione dell’arcata superiore.

Quando il palato è troppo stretto o presenta determinate alterazioni trasversali, l’ortodontista può valutare l’utilizzo di un espansore.

L’obiettivo è aumentare la dimensione trasversale dell’arcata superiore e migliorare il rapporto tra arcata superiore e inferiore.

In alcuni casi l’espansione può essere associata ad altre terapie ortodontiche, mentre in altri può rappresentare una prima fase del percorso.

La scelta dipende sempre dalla diagnosi individuale e dalla fase di crescita del bambino.

Per approfondire puoi leggere anche: Espansore Rapido del Palato: cos’è, quando serve e perché può fare la differenza nella crescita dei bambini

Ortodonzia intercettiva significa mettere l’apparecchio?

Non necessariamente.

Questo è uno degli aspetti più importanti da spiegare ai genitori.

La prima visita ortodontica non significa automaticamente iniziare una terapia.

Dopo aver valutato il bambino, l’ortodontista può trovarsi davanti a situazioni differenti:

1. Crescita regolare

Non sono presenti problematiche significative e non è necessario intervenire.

2. Necessità di monitoraggio

La situazione deve essere controllata nel tempo per osservare l’evoluzione della crescita e dell’eruzione dentale.

3. Necessità di un trattamento intercettivo

È presente una problematica sulla quale è opportuno intervenire durante la crescita.

4. Necessità di un trattamento ortodontico successivo

Il bambino non necessita di una terapia immediata, ma sarà utile rivalutare la situazione in una fase successiva.

La parola chiave è quindi “controllo”.

Non tutti i bambini hanno bisogno dello stesso trattamento e soprattutto non tutti hanno bisogno di essere trattati nello stesso momento.

L’ortodonzia intercettiva può evitare un apparecchio da grandi?

Questa è una delle domande più frequenti dei genitori.

La risposta è: non è possibile garantire che un trattamento intercettivo renda inutile una terapia ortodontica successiva. Intervenire durante la crescita può migliorare le condizioni iniziali e rendere più semplice la gestione della malocclusione nelle fasi successive.

L’obiettivo dell’ortodonzia intercettiva non dovrebbe quindi essere quello di promettere che “l’apparecchio non servirà mai”, ma intervenire quando esiste una reale indicazione clinica e nel momento più opportuno.

Un bambino con denti storti deve sempre mettere l’apparecchio?

No.

Un lieve disallineamento durante la dentizione mista può modificarsi con la crescita e con l’eruzione dei denti permanenti. Al contrario, alcune problematiche apparentemente poco evidenti possono richiedere una valutazione precoce. È proprio per questo che l’aspetto dei denti da solo non è sufficiente per stabilire se un bambino abbia bisogno di ortodonzia. L’ortodontista valuta l’intera situazione: denti, arcate, rapporti scheletrici, crescita, funzione e sviluppo della dentizione.

Il ruolo della prevenzione: meglio controllare prima che aspettare

L’ortodonzia intercettiva si inserisce perfettamente in una filosofia di prevenzione odontoiatrica.

Controllare periodicamente la crescita permette di accorgersi tempestivamente di eventuali anomalie e di decidere con maggiore consapevolezza se, quando e come intervenire. Questo è particolarmente importante perché alcune problematiche possono diventare più difficili da gestire quando la crescita è ormai terminata. Una visita precoce, quindi, non significa necessariamente iniziare una terapia ma soprattutto non arrivare tardi.

Ortodonzia intercettiva a Cutrofiano: il percorso presso lo Studio Tombesi

Presso lo Studio Dentistico Tombesi di Cutrofiano (Lecce), la valutazione ortodontica del bambino parte dall’ascolto e dall’osservazione della crescita.

La Dott.ssa Lida Tombesi, specialista in ortognatodonzia si occupa dei piccoli pazienti da paccompagnandoli nel percorso di sviluppo della dentizione e delle strutture del viso.

Durante la valutazione vengono analizzati, in base alle necessità del caso:

  • sviluppo delle arcate dentarie;
  • posizione e sviluppo dei denti;
  • rapporti tra mascella e mandibola;
  • eventuali malocclusioni;
  • spazio disponibile per i denti permanenti;
  • abitudini viziate;
  • andamento della crescita.

Quando necessario, gli approfondimenti diagnostici vengono integrati con la documentazione clinica e con le tecnologie digitali disponibili in studio.

Il bambino viene coinvolto nel percorso in modo graduale, con l’obiettivo di rendere la visita un’esperienza positiva e di costruire fin da subito un rapporto di fiducia con l’ortodontista.

Perché l’ortodonzia intercettiva può cambiare la vita di un bambino?

Perché non riguarda soltanto i denti.

Un intervento ortodontico eseguito nel momento appropriato può contribuire a migliorare funzione, masticazione, equilibrio delle arcate, il linguaggio e l’armonia del sorriso.

Ma c’è anche un altro aspetto, meno visibile e altrettanto importante: accompagnare un bambino verso una bocca sana significa aiutarlo a sviluppare una maggiore consapevolezza della propria salute.

E quando il rapporto con il dentista nasce presto, in un ambiente sereno e senza paura, è più facile costruire un’abitudine alla prevenzione che può accompagnarlo anche nell’età adulta.

L’ortodonzia intercettiva non significa anticipare una terapia senza motivo. Significa osservare, prevenire e intervenire quando serve.

Ortodonzia intercettiva a Cutrofiano: quando iniziare?

Se ci sono dubbi sulla crescita dei denti o sullo sviluppo delle arcate, una valutazione ortodontica è il primo passo per capire se è necessario intervenire oppure semplicemente monitorare la situazione.

Presso lo Studio Dentistico Tombesi a Cutrofiano, in provincia di Lecce, il percorso ortodontico del bambino viene costruito sulle sue esigenze, con particolare attenzione alla prevenzione, alla crescita e alla serenità del piccolo paziente.

Perché aspettare che un problema diventi evidente, quando è possibile controllarlo prima?

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A che età è consigliata una visita di ortodonzia intercettiva?

Non esiste un’età uguale per tutti. Una valutazione durante l’infanzia, intorno ai 5-6 anni, permette di controllare lo sviluppo della dentizione e individuare precocemente eventuali problematiche ortodontiche.

Mio figlio ha i denti storti: deve mettere subito l’apparecchio?

Non necessariamente. Alcune situazioni possono migliorare spontaneamente durante la crescita, mentre altre richiedono un intervento. Solo una valutazione ortodontica permette di stabilire quale sia la scelta più indicata.

L’ortodonzia intercettiva serve anche se il bambino ha ancora i denti da latte?

Sì. I denti da latte svolgono un ruolo importante nel mantenimento degli spazi e nello sviluppo della dentizione. Per questo è utile controllarne la salute e la corretta evoluzione.

L’espansore del palato fa parte dell’ortodonzia intercettiva?

In alcuni casi sì. L’espansore può essere indicato per correggere determinate alterazioni trasversali dell’arcata superiore durante la crescita. La sua indicazione deve essere valutata dall’ortodontista dopo una diagnosi.

Una visita precoce significa necessariamente iniziare una terapia?

No. In molti casi il bambino può semplicemente essere seguito attraverso controlli periodici. L’obiettivo è individuare il momento più appropriato per intervenire, quando necessario.

Comunicazione sanitaria informativa ai sensi della legge 145/2018 (comma 525)

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Tutte le immagini presentate in questo articolo appartengono a casi clinici risolti presso lo Studio Dentistico Tombesi. 

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